facebook google plus twitter ../contattaci

Fotografare diapositive per scansionarle

In questa guida spiegheremo come abbiamo digitalizzato 2000 diapositive, semplicemente fotografando con la reflex le diapositive proiettate.

Per molto tempo mio padre, come penso molti altri, ha archiviato i suoi ricordi in diapositive. Con il passare degli anni l’avvento del digitale ha cambiato il nostro modo di affrontare la fotografia e le diapositive sono diventate obsolete. A causa del deterioramento (le più vecchie risalivano al 1980) abbiamo deciso di passarle tutte a digitale, per un totale di circa 2000 immagini.

Scansione di diapositiva fotografata.

Girando su internet abbiamo trovato soluzioni più o meno economiche, ma la scansione tramite studi specializzati risultava eccessivamente onerosa per delle foto ricordo e l’acquisto di uno scanner dedicato avrebbe richiesto moltissimo tempo per l’elaborazione. La soluzione più interessante e veloce sembrava essere il fotografare direttamente le diapositive proiettate. Dopo aver fatto diverse prove, vi proponiamo la nostra soluzione.

Il proiettore:
Per la proiezione abbiamo utilizzato il proiettore a caricatore lineare di mio padre, un Perkeo R2500 con obiettivo Zeiss, telecomando ed autofocus. Personalmente non sono riuscito a fare prove con diversi proiettori, ma credo che la qualità dell’obiettivo vada ad incidere direttamente sulla qualità degli scatti, consiglio quindi di utilizzare un buon prodotto di marca.

Il telo di proiezione:
Trovare il telo di proiezione ideale non è stato facile. La superficie deve essere perfettamente liscia in quanto la texture del classico telo di proiezione o del muro si nota eccessivamente. Abbiamo pensato ad un pannello di metallo smaltato di bianco, ma si vedeva il riflesso della lampada del proiettore. Su internet qualcuno consigliava un pannello da retro-proiezione, ma si perdeva troppa nitidezza. Alla fine abbiamo risolto con un foglio di carta bianca opaco ad alta grammatura 50x70 trovato in tipografia. Consiglio di acquistare più fogli e provare con entrambe le facce (davanti e dietro). Prima dell'acquisto verificate con una torcia che non faccia nessun tipo di riflesso e che la carta sia più liscia possibile.

Impostazione della fotocamera:
Sulla fotocamera è stato montato un obiettivo macro 90mm e successivamente un Canon 70-200 F/4 senza notare grandi differenze nei risultati. Il lato positivo del 70-200 è la maggiore comodità di posizionamento. Abbiamo utilizzato un obiettivo tele per non avere troppa distorsione e poterci posizionare dietro il proiettore.
La fotocamera è stata impostata in manuale con il fuoco manuale, lo scatto in RAW, il bilanciamento del bianco in automatico, ISO 100, f/5.6 ed 1/20 di secondo.

Posizionamento fotocamera e proiettore:
Dopo aver incollato al muro il foglio 50x70 con dello scotch di carta da imbianchino, stando attenti a non fare pieghe, abbiamo posizionato il proiettore con il suo supporto a circa 2mt dallo schermo, in modo di ottenere un immagine proiettata di circa mezzo sul lato lungo.
La fotocamera è stata posizionata sul cavalletto subito dietro il proiettore, cercando di stare abbastanza alti da non avere ombre, ma senza esagerare per non avere immagini troppo distorte. Lo schema di seguito dovrebbe chiarire il posizionamento.

Posizionamento proiettore e fotocamera.

Dopo aver scattato tutte le fotografie, stando attenti ad inquadrare sempre tutta l’immagine, siamo passati al fotoritocco. Lo scatto in RAW si è rivelato molto utile in quanto ha permesso una serie di correzioni indispensabili. Il bilanciamento del bianco è risultato molto diverso tra i vari scatti (forse per colpa delle diverse pellicole) e l’esposizione cambiava molto, alternando immagini sotto-esposte ad altre sovra-esposte, pur scattando in manuale. Se decidete di scattare in jpg forse è meglio lasciare la fotocamera in automatico e fare un caricatore di prova, anche se personalmente non rinuncerei mai alla comodità del RAW e la possibilità di sistemare una foto esposta male senza doverla riproiettare.
Per il fotoritocco ho lavorato su 50 fotografie alla volta, salvando un file di impostazione con le correzioni standard di base (distorsione, illuminazione periferica, nitidezza, contrasto, ombre) da incollare a tutte le immagini ed andando a correggere i vari RAW uno ad uno per sistemare esposizione e bilanciamento del bianco, per poi esportare in jpg con risoluzione 3000x2000 px.
Personalmente ho usato Canon DPP, di cui vi copio le impostazioni, ma vi lascio un link anche al fotoritocco con il Nikon Capture NX2. Inutile dire che l’elaborazione batch si è rivelata indispensabile e verrà chiarita meglio nei link di seguito:

Guida all’uso di Canon DPP
Guida all’udo di Nikon Capture NX2

Per chi volesse cimentarsi con il fotoritocco in Gimp, con un auto-bilanciamento del bianco ed una piccola maschera di contrasto i risultati sono ottimi, come potete notare dalle immagini a piè di pagina dove ho pubblicato un po’ di esempi.

Impostazioni Canon DPP.
Continua dopo la pubblicità...

Prima di stabilire che fotografare le diapositive fosse una soluzione interessante, abbiamo chiesto al fotografo di zona di scansionare una diapositiva in qualità media ed abbiamo fatto una verifica. Di seguito un esempio del risultato, in cui viene paragonata la scansione eseguita dal fotografo alla fotografia della diapositiva come esce dall’elaborazione RAW, il risultato è piuttosto soddisfacente anche con un crop al 100%.

Esempio scansione e fotografia.

A seguire alcune fotografie realizzate con questa tecnica ed elaborate in Gimp con la maschera di contrasto ed il bilanciamento del bianco automatico. Cliccando le immagini è possibile vedere la versione in alta risoluzione.

Esempio 01.
Clicca per la versione in alta risoluzione

Esempio 01.
Clicca per la versione in alta risoluzione

Esempio 01.
Clicca per la versione in alta risoluzione

Ovviamente utilizzando questa tecnica i risultati non sono perfetti, alcuni scatti risultano poco nitidi e la qualità generale è più bassa rispetto a soluzioni professionali, ma con un investimento di tempo relativamente basso (nel mio caso 25 ore di lavoro circa per 2000 diapositive, meno di un minuto per foto) i risultati possono essere soddisfacenti.
Lo scopo principale di questa tecnica non è la ricerca della massima qualità, ma la possibilità di scansionare velocemente molte diapositive per fare una prima cernita e selezionare successivamente quelle da portare dal fotografo per ottenere il massimo della qualità.
Salvo che non si parli di fotografi professionisti, i quali avranno già acquistato uno scanner, per una persona normale i ricordi inestimabili su un caricatore di 50 fotografie delle vacanze possono essere 4 o 5 diapositive, riducendo quindi le scansioni ed i costi del 90%.

L'utilizzo dei tutorial, a scopo non commerciale, è consentito a condizione che venga inserito un link alla homepage di questo sito.