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Guida allo scatto creativo

Un libro adatto per giocare con la fotografia e sperimentare nuove tecniche.

Guida allo scatto creativo, di Bryan Peterson

Ringraziamo Francesco per l'ottima recensione che ci ha inviato,
non dimenticate di fare un salto sulla sua pagina fotografica di Flickr

Mi sono appassionato ancora di più al mio hobby preferito dopo aver letto questo interessante e divertente libro di Bryan Peterson, autore anche del “Nuovo corso avanzato di fotografia”, best seller negli anni passati. Perchè mi sono appassionato così tanto ed ho scritto una recensione? Perchè Peterson ha un approccio serio alla fotografia, serio ma non troppo, professionale ma anche goliardico. Come tanti fotografi che hanno iniziato negli anni '70 e '80 la fotografia è vissuta e interpretata come un'arte e una magia pur sottoposta a regole precise. Le regole della fotografia analogica sono valide anche al tempo del digitale ma l'attenzione alla scelta dei parametri di scatto è maggiore nell'analogico per via dei costi della pellicola e dell'impossibilità di visualizzare immediatamente il risultato sulla fotocamera analogica. Pertanto Peterson ha accumulato tanta esperienza sul campo ai tempi in cui non si doveva sbagliare o, meglio, non si faceva in tempo a correggere se non dopo aver sviluppato la pellicola, e quindi ha assimilato i dettami base della fotografia al punto che rende piacevole sbizzarrirsi agli estremi dei parametri di scatto congelando i movimenti oppure impastando soggetti e colori come fossero pennellate, o utilizzando i giusti filtri per ottenere la luce, o, meglio l'esposizione, più adatta a ciò che desidera riprodurre.

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Peterson in questo libro sceglie di andare oltre i concetti base della fotografia e di esplorare il mondo dei tempi estremamente lunghi o drammaticamente corti, fornendo al lettore nuove chiavi di interpretazione della realtà e della sua rappresentazione mediante la fotografia. In questo libro il lettore non troverà un'elencazione dei concetti base della fotografia neppure le spiegazioni tecniche di apparecchi e obiettivi, a questa lettura si deve arrivare preparati e attrezzati per poter applicare gli insegnamenti dell'autore e raggiungere un nuovo modo di fotografare la realtà, il modo creativo appunto.

L'edizione italiana è edita da Reflex, casa editrice del mitico Giulio Forti autore del fondamentale “Fotografia – Teoria e pratica della reflex” che a parer mio deve essere il primo testo di fotografia da leggere e tenere sempre a portata di mano per riferimento. Si presenta in un formato ampio (21cm di larghezza X 28cm di altezza) per dare il giusto risalto alle fotografie, i colori delle stampe sono ben vividi, le pagine sono 160. Nel primo dei 5 capitoli in cui è suddiviso, Peterson introduce un concetto base della fotografia e cioè quello relativo alle tante esposizioni corrette ovvero l'equivalenza dell'esposizione ottenuta mediante diverse combinazioni di tempi, diaframmi e sensibilità. Già in questo primo capitolo Peterson azzarda affermazioni che fanno discutere la comunità della fotografia: il mito dell'ISO. Secondo l'autore si dovrebbe rimanere a 100-200 ISO e spingersi al massimo a 400ISO anche nel digitale. Questa affermazione è dovuta a due motivi: il primo è che ai tempi dell'analogico le pellicole più usate erano proprio quelle da 100 a 400 ISO, raramente 1600 ISO usate per lo più da professionisti. L'altro motivo è che nel digitale ai suoi albori e anche ai tempi in cui Bryan Peterson ha concepito il suo libro, andare oltre i 1000 ISO significava introdurre rumore digitale a scapito della nitidezza. Concordo con lui anche se devo ammettere che le più recenti fotocamere danno buoni risultati anche a 2500 ISO. Il secondo capitolo è dedicato alle foto scattate con tempi brevi e intermedi cioè da 1/2000 a 1/60, mostrando cosa è possibile ottenere e cosa poter comunicare. In questo e nei capitoli successivi l'autore rigorosamente illustra un metodo e presenta esempi pratici per meglio far capire i risultati della sua applicazione. Il terzo capitolo invece è dedicato ai tempi lunghi cioè da 1/30 fino a ¼ e oltre. A mio avviso ritengo che Peterson prediliga questa modalità di espressione che consente interpretazioni e distorsioni della realtà e quindi realizzano meglio il concetto di foto creativa. Il panning, molto in voga ai nostri tempi è una delle tecniche descritte sia pure in breve. Interessante e di facile applicazione è lo scatto con tempi lenti zoomando per ottenere distorsioni creative, giochi di luci e colori decisamente accattivanti. Ci sono anche esempi di cosa si può ottenere fissando con una pinza professionale la fotocamera ad un oggetto in movimento come per esempio un carrello in un supermercato, una scopa o addirittura al braccio del fotografo mentre questo paga la spesa al mercato.

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Proseguiamo la recensione con il quarto capitolo, dove si affronta il tema dell'esposizione. Anche qui Peterson azzarda un'altra sua ipotesi che fa discutere: il White Balance (WB) che secondo l'autore è un tema troppo sopravvalutato. Anche qui azzardo un'ipotesi sulle ragioni che hanno portato un professionista come lui a fare un'affermazione simile: ai tempi dell'analogico c'erano due tipi di pellicole: per luce diurna e per luce d'interni, per cui il fotografo governava la resa cromatica dovuta alla presenza di luci differenti usando la pellicola più adatta e compensando mediante filtri appositi. Ai tempi del digitale si può ovviare fotografando in RAW e adattando poi lo scatto in post produzione. Peterson poi suggerisce che in digitale il 99% delle sue foto in esterno sono con impostazione del WB su Nuvoloso (circa 5900K) per conferire toni più caldi agli scatti, qui la comunità dei fotografi ha avuto da ridire, ma secondo me Peterson ha ragione e al massimo si può sempre recuperare in post-produzione.

Il capitolo prosegue poi con la descrizione di pose lunghe e sincro sulla seconda tendina. Quindi entra un po' nel tecnico parlando dei filtri e dell'uso creativo che possono offrire. L'ultimo capitolo è dedicato alla composizione, qui non ho trovato concetti originali come nei precedenti capitoli, ma non si può sempre sorprendere. In conclusione il libro è interessante ed è consigliabile a chi voglia andare oltre alle normali fotografie e che però già conosce le basi della fotografia e ha un buon numero di scatti alle spalle. Dopo questa lettura, fotografare sarà più divertente e stimolante ed i risultati sicuramente migliori.

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