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Saper vedere per fotografare

Un libro di Giulio Forti, ideale per chi vuole sensibilizzare l'occhio fotografico.

Saper vedere per fotografare, di Giulio Forti

Ringraziamo Francesco per l'ottima recensione che ci ha inviato,
non dimenticate di fare un salto sulla sua pagina fotografica di Flickr

Ho appena terminato di leggere il nuovo libro di Giulio Forti Saper vedere per fotografare e mi permetto di scrivere questa recensione per dare il mio giudizio. Rispetto al più famoso e vendutissimo Fotografia - Teoria e pratica della Reflex è più sintetico e ha un obiettivo diverso: se il il precedente aveva come scopo quello di essere un testo di riferimento in italiano per la fotografia negli anni in cui l'analogico ancora prevaleva e il digitale iniziava a fare capolino, questo è invece un libro in cui l'autore dice la sua su quanto sta avvenendo nel mondo della fotografia amatoriale e prova ad arginare le derive sciocche che spesso si prendono.

Giulio Forti, che si definisce un analogico "dentro", riconduce il dibattito sulla fotografia ai concetti base di questa disciplina: bisogna saper osservare, pre-visualizzare, per poter sperare di portare a casa uno scatto che colpisca sia il fotografo che gli osservatori. Attenzione: non dice che il digitale non è fotografia, non dice questa sciocchezza, anzi afferma che anche con una 3mega-pixel si possono fare stupende fotografie, ma dice che una bella foto richiede la conoscenza della tecnica e di come le 4 variabili in gioco (luce, sensibilità, diaframma e tempo) devono essere modulate quando si scatta. L'autore afferma anche un'altra verità, a mio avviso: meglio un corso di tecnica e diripresa fotografica piuttosto che uno di post-produzione (pp).

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Anche qui chiarisce: non è contro la PP a tutti costi, solo che una foto è migliore se "pensata" prima di scattare, se l'inquadratura era quella giusta per le condizioni ambientali in cui era il soggetto, poi un fotoritocco intelligente potrà accentuare il carattere della foto senza però stravolgerla con effetti irrealistici o troppo lontani dalle condizioni iniziali, altrimenti non è più fotografia ma fotoillustrazione, altra cosa...

Interessante a mio avviso il parallelo con gli artisti dell'800 che si servivano della camera obscura per riprodurre scenari difficili per la resa della prospettiva: anche allora gli artisti si servivano della tecnica che il mondo gli offriva ma il fine era artistico.

La lettura propone via via temi interessanti da quello della composizione alla misurazione della luce, dalla privacy al primato dell'ottica. Il tutto servito sempre assieme alla saggezza ed ironia di un fotografo e conoscitore del mondo della fotografia professionale come è Giulio Forti. Ve lo consiglio.

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